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Le differenze tra ceramica e terracotta

La differenza che c’è tra ceramica e terracotta è sostanzialmente la stessa, che abbiamo già visto, tra ceramica e porcellana: sia nel caso della terracotta, sia in quello della porcellana, infatti, si parla di tipi di ceramica che si differenziano dal punto di vista tecnico sostanzialmente per due elementi: la composizione del materiale e la temperatura di cottura.

La ceramica è il nome generico utilizzato per indicare manufatti a base di argilla, infatti il nome deriva proprio dalla parola greca kéramos che significa “argilla”. Nella lavorazione vengono aggiunti materiali come quarzo, feldspato, calcari e marne, che svolgono un’azione “smagrante” o fondente che esalta alcune proprietà.

I prodotti ceramici si distinguono tra loro a seconda che siano fatti con pasta porosa o con pasta compatta: la terracotta appartiene al primo gruppo, la porcellana al secondo. In particolare, la terracotta è un impasto di argilla modellato che viene cotto al forno ed è considerata l’espressione più antica ed elementare della ceramica.

La lavorazione di ceramica e terracotta

Lavorazione e usi della terracotta

Il processo di lavorazione della ceramica comprende varie fasi: prima di tutto c’è la preparazione dell’impasto argilloso, poi la modellazione, che può essere a mano, al tornio o a stampo, in seguito si passa all’essiccazione (all’aria o in ambienti adeguati), seguita dal rivestimento della superficie, la decorazione e infine la cottura. Quest’ultima può avvenire in focolai aperti o in forni, in uno o più tempi e a diverse temperature e fa la differenza tra i diversi tipi di ceramica.

La terracotta è costituita da un impasto di argilla che viene cotto a una temperatura di 980-990° C e ha un colore rossastro grazie alla presenza di sostanze ferrose. Tra i prodotti ceramici si differenzia perché è porosa, non rivestita e colorata.

Le primissime ceramiche prodotte dall’uomo sono in terracotta, addirittura fin dalla preistoria, e venivano utilizzate per diversi scopi: dalla creazione di utensili indispensabili per la vita di tutti i giorni a quella di elementi decorativi.

In Europa essa veniva largamente utilizzata nel settore architettonico, sia nel Medioevo sia nel periodo gotico, e aveva la funzione di sottolineare le linee architettoniche grazie al contrasto tra il rossiccio della terracotta e il grigio della pietra. Dal punto di vista artistico la terracotta ha subìto un periodo di declino nel Rinascimento, quando gli scultori hanno cominciato a preferire il marmo, tuttavia l’utilizzo della terracotta per le statue da giardino è continuata anche nel ‘600 e nel ’700.

In tempi più recenti c’è stato un recupero della terracotta anche in campo artistico grazie a scultori di primo piano come Arturo Martini e Agenore Fabbri.
Attualmente è sempre largamente utilizzata per i vasi e per altri elementi decorativi, soprattutto se sono destinati all’esterno, ma anche per utensili da cucina, in particolare piatti, tegami e pentole (e in questi ultimi casi viene smaltata).

 

Fonte: www.artimondo.it